Piano cottura ad induzione sfatiamo i luoghi comuni

In questo post vogliamo sfatare alcuni luoghi comuni sulla cottura ad induzione.

COME FUNZIONA ?

Innanzitutto comiciamo col dire che il piano cottura ad induzione usa la corrente elettrica per la cottura dei cibi, ma al posto delle resistenze che sono molto energivore, ha delle bobine che trsferiscono un campo magnetico alla pentola convertendolo in calore.

in questa slide è spiegato il principio della cottura ad induzione

QUALI SONO I VANTAGGI ?

 

 

IL CLASSICO CONTATORE DA 3KW E’ SUFFICIENTE

 

Quasi tutti i piani cottura hanno una funzione di powerManagement, ogni utente può impostare la potenza massima che il piano deve assorbire, per farlo funzionare anche contemporaneamente ad altri elettrodomestici. Questa regolazione si effettua al primo utilizzo, quindi viene memorizzata e non è necessario ripeterla ogni volta, tuttavia puo essere reimpostata a piaci mento. A seconda del modello si puo impostare la potenza assorbita a 1Kw o 1,5kw minimo. Altri modelli hanno un’assorbimento massimo di 3Kw.

 

L’INDUZIONE NON NUOCE ALLA SALUTE

 

Alla base del funzionamento di ogni piano cottura a induzione c’è un processo fisico per la produzione di calore, come tutti gli apparecchi elettrici che usiamo quotidianamente, e come la terra stessa.
Esempi:
• asciugacapelli = 20 >IT (microtesla)
• rasoio elettrico = 15 >IT (microtesla)
• la Terra nella sua rotazione = 4,5 >IT (microtesla)
• piano a induzione Siemens = 0,07 >I (microtesla)

 

NON E’ NECESSARIO SOSTITUIRE TUTTE LE PENTOLE

 

L’8O% delle pentole in acciaio, anche quelle anti-aderenti, e tutte le pentole e griglie in ghisa sono adatte ai piani a induzione. Molte pentole, sul fondo, riportano dei simboli che indicano su quali tipi di piani cottura possono essere utilizzate. Diversamente, basta prendere una calamita e appoggiarla sul fondo della pentola. Se aderisce, è adatta.

 

I PIANI INDUZIONE HANNO UN SENSORE DI RICONOSCIMENTO

Si attivano solo quando viene rilevata la presenza della pentola. Se la pentola è più piccola della zona di cottura: si attiverà solo l’area sulla quale viene posizionata.; se invece la pentola è più grande della zona di cottura, l’area indicata dal disegno sarà scaldata completamente e in modo uniforme sia la zona a contatto, sia la zona eccedente, tramite la conduzione termica.

 

L’INDUZIONE NON AGISCE SUL CIBO

 

 

Nella cottura a induzione il calore scalda solo la pentola e, diversamente da quanto succede con le microonde, non agisce direttamente sul cibo. L’induzione è un sistema di cottura alternativo a quello elettrico o a gas. Le vostre ricette preferite non dovranno essere modificate, così come i sapori e gli aromi ai quali siete abituati.

 

SI PUO UTILIZZARE LA MOKA PER IL CAFFE’

 

 

La classica moka per il caffè è in alluminio. In questo caso, quindi, occorre sostituirla con una in acciaio inox. La si trova in qualsiasi punto vendita di casalinghi, con prezzi assolutamente allineati a quelli della moka tradizionale.

 

Di seguito riportiamo una breve guida alla cottura dove sono indicati anche i livelli di consumo per diverse combinazioni di cottura.

 

Mentre in questa seconda slide mettiamo a confronto la differenza di costo di un pasto medio cucinato con un sistema a gas ed uno ad induzione.

 

Ma il vero risparmio energetico sta soprattutto nel fatto che con la cottura ad induzione non avendo la fiamma libera che consuma ossigeno, non si è obbligati dalla normativa a fare il doppio foro per la ventilazione degli ambienti, ovviamente a patto di non avere altre sogrenti a fiamma libera, ad esempio se decido di installare una stufa a legna o a pellet devo assicurarmi che sia a tenuta stagna ed abbia la presa d’aria comburente che và direttamente dall’esterno alla camera di combustione. Infatti non a caso la cottura ad induzione è il sistema più indicato nelle case passive e a risparmio energetico dove la tenuta all’aria dell’involucro edilizio sono requisiti fondamentali.

 

 Fonte: siemens elettrodomestici

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Sergio Di Nisio, interior designer, si racconta

Sergio Di Nisio, interior designer, si racconta

Abbiamo intervistato per voi Sergio Di Nisio che ci ha raccontato della sua professione di interior designer.

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Ti occupi di interior design. Come hai iniziato questa professione?

La nostra realtà nasce nel 1985 da un laboratorio di falegnameria i miei genitori hanno deciso di intraprendere l’attività del commercio di mobili.Si perche in quegli anni si parlava più di commercio di mobili che di interior design, era un mondo completamente diverso e si aveva molto meno scelta di oggi, allora le camere da letto si ordinavano 3, 4 alla volta, una andava in esposizione e le altre in magazzino. Si progettava quasi esclusivamente solo la cucina, la progettazione era tutta a mano, in negozio c’era sempre un’architetto che mi teneva sotto la sua ala. In questo contesto per me è stato nauturale iscrivermi alla facoltà di architettura. Siamo stati tra i primi ad inserire la progettazione cad in negozio di pari passo ai miei studi. Con mia meraviglia mi sono laureato senza mai aver sostenuto un’esame di arredamento, effettivamente è cosi sono poche le facoltà di architettura ad avere nei loro programmi un’esame di arredamento. La mia formazione sull’ interior design quindi è stata solo ed esclusivamente “sul campo”. Fino a poco tempo fà una grande maggioranza di architetti che si occupano di interni amavano lavorare solo ed esclusivamente con gli artigiani proporio per essere più liberi nella progettazione. Oggi l’industria si è evoluta e sempre di più affianca alla produzione standardizzata tutta una serie di lavorazioni su misura, oggi si possono avere i vantaggi della produzione di serie abbinati alla precisione e alla liberta di tutte le soluzioni su misura.

Quale valore aggiunto portate rispetto ai vostri competitor?

Il valore aggiunto che diamo sta innanzitutto nella progettazione. Il livello di dettaglio progettuale è molto alto, sempre riproduciamo l’ambiente arredato in un modello 3D esplorabile e navigabile in prima persona, in cui il cliente si muove dentro la sua casa in maniera virtuale e riesce a comprendere meglio tutte le scelte progettuali.Un ‘altro servizio in più che siamo in grado di offrire è la fornitura chiavi in mano, abbiamo ampliato la gamma della nostra offerta anche a tutti quei prodotti che vanno oltre l’arredamento, quindi pavimetazioni interne ed esterne in legno, porte interne, serramenti, portoncini d’ingresso, scale interne, servizio di cartongessista, tinteggiatura e finitura interna, illuminazione, elettricista ed idraulico ed ovviamente anche la presentazione delle istanze presso i vari enti per ottenere tutti i permessi del caso. Chi decide di appoggiarsi a noi per la ristrutturazione lo può fare avendo noi come unico interlocutore.
Poi c’è la bioarchitettura, chi decide di metter su casa da zero o decide di sopraelevare o ampliare e sceglie noi, sceglie la bioarchitettura tutti i servizi elencati sopra si ampliano a 360° per la definizione di una soluzione progettuale completa in ogni sua parte mirata alla ecosostenibilità al comfort e al risparmio energetico.

Definiresti il tuo mestiere di nicchia? Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano nell’acquisizione di nuovi clienti?

Se si parla di arredamento legato ad una progettazione molto spinta probabilmente il nostro è ancora un mestiere di nicchia. Per noi ogni occasione di intervento sia piccolo che grande è un’occasione di progetto e innovazione. In generale da sempre il mestiere dell’architetto è un mestiere di nicchia perchè tra tutte le figure professionali è quella ritenuta meno indispensabile. Del medico, avvocato, commercialista non si può fare a meno … dell’architetto forse si! Nell’immaginario collettivo la casa la progetta il geometra (che costa meno) o l’ingegnere (che è più preciso fino alla quarta cifra decimale) l’architetto di solito viene considerato come colui che complica le cose e fa spendere un sacco di soldi per cose inutili, viene chiamato a scegliere i mobili o il colore dei tappeti (ahimè senza aver fatto neanche un’esame di arredamento). La realtà dovrebbe essere un’altra dove tutte le figure professionali collaborano in sinergia e ognuno offre il meglio della sua specializzazione, quindi il geometra si occuperà dei rilevi, dei confini, del catasto e tutte quelle che sono le sue specialità, l’ingegnere sarà chiamato a risovlere quelli che sono gli aspetti più tecnici della costruzione quindi la statica, la fisica tecnica, la termotecnica, il tutto sotto la regia dell’architetto.

E bene si è all’architetto che spetta il compito di avere la leadership del progetto

proprio perche la sua formazione tecnica ed umanistica è trasversale a tutti i settori e lo porta a coniugare aspetti tecnici, funzionali ed estetici nella giusta misura senza far prevalere ciascun aspetto sull’altro, cercando sempre di dare un’estetica ad ogni soluzione tecnica e funzionale. Ovviamente ci sono architetti e architetti… un bravo architetto fà risparmiare soldi ai suoi clienti mettendolo al riparo dagli innumerevoli errori a cui una progettazione di basso livello porterebbe, dalle nostre parti c’è il detto popolare che la casa per farla bene la devi fare tre volte … secondo me è vero se uno la fa in autoprogettazione senza farsi assistere da un bravo professionista. La cosa più difficile nell’acquisizione di nuovi clienti è il far capire che il costo della progettazione è sempre inferiore al costo degli innumerevoli errori che una cattiva progettazione o peggio una non-progettazione porterebbe. E’ altrettanto difficile far capire che ogni occasione d’intervento sia piccolo che grande è sempre un’occasione di progetto e innovazione. Un buon progetto è sempre una chiave di volta che può dare dei risultati esponenzialmente migliori rispetto ad un pessimo o ad un non-progetto. Concludo con una massima: “il sogno dell’architetto è l’incubo dell’ingegnere”. Esprime secondo me l’approccio più giusto mirato ad avere risultati di qualità in cui ognuno da il meglio di se.

Ringraziamo Sergio per l’intervista concessa a ProntoPro.

a questo link potete trovare l’articolo originale della nostra intervista rilasciata al blog Prontopro:

https://www.prontopro.it/blog/sergio-di-nisio-interior-design-si-racconta/

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Cucina e soggiorno integrati

… come i sistemi giorno, notte e cucina oggi vanno ad integrarsi

Cari amici in questo post vi mostriamo le immagini di una cucina e soggiorno integrati in un’unico ambiente. Ambienti come ingresso, retrocucina, tinello, sala da pranzo tipici degli appartamenti realizzati negli anni 60 e 70, oggi sia nelle ristrutturazioni che nelle nuove abitazioni sembrano estinti . Sembrerebbe una cosa cosa molto gradita ai modernisti che oggi finalmente possono mettere tutto dentro un unico camerone

cucina e soggiorno integrati …

Siamo sicuri che alla fine poi si tratti di un camerone? Sempre di più ci troviamo a fare i conti al centimetro e dobbiamo confrontarci con le problematiche della piccola dimensione degli alloggi.

“Piccolo è bello”

sembrerebbe uno spot per abitazioni non superdotate …ma il tema progettuale della piccola dimensione è un tema molto intrigante ed interessante pieno di vincoli e richieste della committenza con cui … misurarsi. I giapponesi oggi sono maestri in tal senso, nelle loro cellule abitative, cucina e soggiorno integrati anche con la stanza da letto. Quando penso ai mini appartamenti giapponesi mi viene sempre in mente il film “il ragazzo di campagna”. Renato Pozzetto nel suo mini appartamento taac … A parte l’aspetto comico, mi piace pensare che quello che fanno oggi i giapponesi noi lo avevamo già fatto nei favolosi anni ottanta al cinema e ci ridevamo sopra…

Oggi i progettisti chiedono alle aziende sempre di più sistemi modulari componibili che riescono ad integrare la zona giorno e la cucina in un unico elemento. LAGO che nel suo dna ha da sempre il concetto di “sistema”, è una di quelle aziende che più di tutte ha sviluppato questo concetto. Lago non nasce come produttore di cucine, quindi il sistema cucina 36e8  si porta dietro tutto il retaggio che viene dai sistemi giorno e notte. Basta pensare che le colonne delle cucine sono fatte con la stessa tecnica “a spalla” degli armadi e le basi e pensili hanno una diretta discendenza dai contenitori modulari della zona giono 36e8.

cucina e soggiorno integrati …

Chi ha da sempre prodotto solo cucine oggi deve fare un grande sforzo per soddisfare tale richiesta andando ad implementare la produzione con un vero e proprio sistema giorno che però risulta quasi sempre incompleto e poco adatto alle richieste sempre più articolate dei progettisti.

Spesso si rischia di portare il cliente verso costose lavorazioni fuori misura o a rinunciare a soluzioni compositive più accattivanti. Proprio perchè le soluzioni giorno che la stragrande maggioranza dei produttori di cucine propone si limita a dei contenitori presi a prestito dai pensili delle cucine ai quali non viene fatto altro che montare delle ante a ribalta e messo sopra un top di 12-18mm di spessore. Mentre sappiamo bene che chi produce sistemi giorno offre una componibilità ed una varietà di elementi vastissima che vanno dal sistema libreria a spalla, sistemi a boiserie, l’integrabilità con elementi armadiatura, ad elementi modulari in ferro, vetro, una serie di complementi giorno dedicati.

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mobili LAGO Wisdom: la saggezza

mobili LAGO    Wisdom: la saggezza

Quest’anno per il rinnovo dello showrom dei mobili LAGO abbiamo scelto il tema:

“wisdom”

E’ un layout caratterizzato dalle varie saturazioni dei colori dell’ocra argilla e mandorla. Un color mood dai colori caldi che trasmette serenità, sicurezza e tranquillità come la vicinanza e il dialogo di un anziano saggio.

La madia

diventa un pratico scrittoio dotato di illuminazione interna, presa schuko e presa USB per utilizzare e ricaricare i vari device di uso quotidiano dal portatile allo smatrphone.

La cucina

in vetro lucido argilla con il top in wildwood naturale regala un’esperienza tattile e sensoriale completamente diversa dai freddi e vuoti canoni minimali standardizzati tanto di moda oggi. I mobili LAGO sono una palette materica con cui “dipingere”il proprio progetto. Per le colonne abbiamo inserito il forno della Neff con la funzione Slide&Hide.

La parete giorno

è giocata sull’uso di fasce orizzontali ed elementi sfalsati, i mobili LAGO che abbiamo scelto per la zona giorno  variano con colori saturi e segni liberi. La novità sono gli elementi 36e8 GLASS_STORAGE dei contenitori a giorno completamente in vetro che possono essere posizionati liberi o intersecati ad altri contenitori 36e8. Il wildwood oramai materiale trasversale a tutta la produzione LAGO gioca il ruolo sempre fondamentale di elemento organico.

Le camere da letto

sono entrambe votate al colore NOW smart la prima ad ante a battente con maniglia alta, abbinata al letto Vele in tessuto. La seconda si presenta con l’armadio Et_Voilà in tessuto a righe grigio, un vero e proprio armadio monovolume, senza fianchi interni regala la sensazione di una vera e propria cabina armadio con gli ingombri di iun classico armadio, viene realizzato al centimetro ed ha un elevatissimo rapporto qualità prezzo. Il letto in questo caso è un best seller dei mobili LAGO . il Fluttua_R un letto che come dice Daniele Lago continua a fare dei goal.

 

 

 

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Suggestioni estive

Suggestioni estive

Questa volta siamo al mare, a casa di Rita, mia vicina di casa. L’esigenza era quella di un rinnovo generale della zona giorno, il tema non poteva che essere marino.

La pavimentazione in resina è stata ideata proprio pensando al mare, il colore del mare profondo tre metri che in quelle belle gionate è azzurro pieno e si vede anche il fondo. Le pareti ed i mobili bianchi, il bianco della mediterraneità, quello delle case delle citta greche con il tetto piano accostate in maniera disordinata. Il legno non poteva mancare è quello che troviamo sulla spiaggia il giorno dopo una mareggiata, vecchio, roso dalla salsedine, scavato e bruciato dal sole.

Questi interni regalano delle vere e proprie suggestioni estive, entrando in casa la sensazione è quella di un tuttuno con il mare e la spiaggia che si vedono dalle finestre.

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La cucina Lago a Pescara su Interni annual

Che piacere ieri sera leggere il messaggio di Sabrina Zimei tenant dell’appartamento Lago:

la cucina Lago a Pescara

è stata pubblicata sulla copertina di Interni annual cucina 2014.

 

La cucina Lago a Pescara

foto: Iacopo Pasqui

 

Siamo veramente orgogliosi che un nostro progetto sia stato pubblicato addirittura sulla copertina della rivista!

E’ bello vedere come dei progetti a volte ti tornano indietro per regalarti delle belle emozioni come questa, il progetto del la cucina Lago a Pescara ha avuto un percorso molto particolare. Ci ritornano in mente i processi mentali e grafici che ci hanno portato alla fine a quel risultato, dal primo incontro con Sabrina, il primo sopralluogo in quel grattacielo che sempre avevo visto come la parte “americana” di Pescara, le varie versioni di progetto, le sedute e revisioni infinite, lo studio dello spazio e della luce, per poi scegliere i colori e le finiture dei materiali. Il supprto di Sabrina nella fase progettuale è stato fondamentale, il suo essere libera da schemi progettuali standardizzati ci ha aiutato ad esplorare soluzioni compositive mai adottate prima per poi arrivare finalmente alla versione definitiva, una soluzione che non ha lasciato compromessi ad estetica e funzione.

La cucina Lago a Pescara è una cucina che gioca la sua essenza progettuale nel grande piano penisola, la massima profondita di penisola che si riesce ad ottenere con il sistema 36e8 cucina LAGO ben 138,2cm di profondità. La penisola protagonista dello spazio divide la zona operativa della cucina dal resto della casa. Il colore non poteva che essere il bianco che contrasta nettamente con il nero lucido del pavimento, un tocco di colore è stato dato sulle colonne con delle fasce di colore sulle varie tonalità di verde.

Questo è il più bel regalo di inizio anno che potevamo ricevere, grazie Sabrina e grazie a Lago per averci reso partecipi di questa bella esperienza dell’appartamento a Pescara.

Qua potete leggere la rivista completa

 

 

 

 

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Bioarchitettura comfort design

Bioarchitettura comfort design cosa significano questi termini?

Proviamo a spiegarli in parole povere.

Parlare di case in legno non equivale a parlare di bioarchitettura o bioedilizia, per bioarchitettura si intende costruzione realizzata interamente (o quasi) con materiali di origine naturale come legno, fibra di legno, fibra di lino, fibra di canapa, fibra di cellulosa, sughero, gesso, terra, paglia … troppo spesso si usa in maniera trasversale il termine associandolo a costruzioni che di naturale probabilmente hanno solo il legno trascurando tutto il resto.

Il comfort è una cosa molto difficile da spiegare andrebbe provato, possiamo dire che nell’edilizia tradizionale quella in cui siamo abituati a vivere, quasi mai ci troviamo in una situazione di comfort. Significa avere una maggior uniformità delle temperature delle superfici dell’ambiente, significa non avere la sensazione di freddo o piedi freddi, non provare sensazione di freddo quando ci si avvicina ad una finestra. Tecnicamente ci si trova in condizioni di comfort quando abbiamo un’umidità relativa attorno al 60% una differenza tra la temperatura dell’aria e la temperatura operativa inferiore a 2°C ed una velocita dell’aria inferiore a 0,2m/sec. (per maggiori approfondimenti)

Il termine design letteralmente significa disegno, quindi progetto, nell’accezione comune del termine si tende a confonderlo con stile. Lo stile riguarda l’estetica dell’oggetto che in un certo senso è legata al disegno, ma quando si dice “questo è un mobile di design” si intende dire un mobile bello da vedere, con un’estetica piacevole. Il design riguarda il progetto dell’oggetto nei sui aspetti si estetici ma anche tecnici, ingegneristici ed esecutivi.

Amici come al solito vi salutiamo con l’invito di venirci a trovare anche solo per un caffè, magari anche solo per la curiosita di capire come è fatta una casa in legno ad alta efficienza energetica realizzata secondo i principi di bioarchitettura comfort design.

 

 

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Il legno di recupero il fascino dei segni del tempo

Il legno di recupero e il fascino dei segni del tempo

I segni del tempo sul legno hanno lo stesso effetto delle rughe sul volto degli uomini.

Il materiale è legno di quercia recuperato, quello delle briccole, i pali che indicano la via ai naviganti nella laguna di Venezia. Il sole, il mare e i molluschi fanno il resto.

La mano è quella dei sapienti artigiani della Riva 1920 che lavorano questo materiale con la cura e la maestria tramandata di generazione in generazione da quasi cento anni.

Oggi presentiamo il tavolo Sky Briccola di Riva 1920  dove il legno di recupero e il fascino dei segni del tempo si fondono in un prodotto sempre unico.

Si tratta di un tavolo unico nel suo genere, ed ogni tavolo è diverso dall’altro non solo nelle venature del legno ma anche nella forma che il tempo, l’usura ed i moluuschi gli hanno dato.

Siete tutti invitati presso il nostro showroom a vedere dal vivo questo tavolo.

 

C.r. & S. Riva1920

Designer

Entrati giovanissimi nel laboratorio di famiglia, Maurizio e Davide Riva, oggi titolari di Riva 1920 insieme alla sorella Anna, sono i designer di alcuni dei prodotti di punta dell’azienda.

Dotati di grande intuito e passione per il legno, si sono distinti nel panorama dell’arredo grazie una filosofia imprenditoriale tesa alla tutela del patrimonio arboreo, al mantenimento delle tradizioni legate all’arte dell’ebanisteria, all’impiego di sostanze non dannose per la salute dell’uomo e dell’ambiente in tutti i processi produttivi.

La qualità e l’eccellenza sono al centro delle loro produzioni, che si caratterizzano per un design lineare in grado di esprimere al meglio la bellezza e la preziosità del legno.

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Arredamento ed interior design le ultime novità

Arredamento ed interior design le ultime novità che abbiamo inserito in esposizione. Oggi vi mostriamo una selezione di prodotti che abbiamo scelto di esporre nel nostro showroom per le loro caratteristiche uniche.

Il bagno LAGO con il lavabo in legno wildwood e vetro, il letto sospseso Fluttua di LAGO che resta sempre un must, questa volta lo proponiamo con la testiera in ecopelle e con i comodini laccati fumo, abbinati al favoloso armadio sospeso con il sistema di apertura in tessuto Et Voilà LAGO, questo armadio unico nel suo genere, viene fornito con due tessuti in dotazione, quindi un vero e proprio armadio “stagionale” si può rinnovare l’estetica dell’armadio anche col cambiare delle stagioni e magari del cambio di abiti… Non poteva mancare una selezione di soggiorni: 36e8 LAGO dai toni del fango, spago e wildwood, per i nerd videomaniaci KICO propone un piano scrivania integrato nella parete dove và inserita la TV, risulta molto comodo avere zona video e home office integrati in un unica parete, il soggiorno di COMPAS si caratterizza per inserimento di elementi in lamiera piegata e verniciata, infine una composizione LagoLINEA di Lago un sistema vincente rispetto a delle semplici mensole sulla parete, una vera e propria linea con cui disegnare qualsiasi tipo di figura che ci viene in mente. L’ultimo scatto lo dedichiamo a LAGO che ci propone nella sua vasta gamma di prodotti anche l’armadio SMART, intelligente soprattutto nel prezzo essendo un’armadio laccato opaco si pone sul mercato come valida alternativa all’armadio con le ante in vetro pur mentenendo l’elevato standard di qualità LAGO.

Siete tutti invitati a farci visita per toccare con mano le nostre ultime novità, non dimenticate di portare con voi la planimetria della vostra casa per avere dei preventivi su misura per i vostri ambienti.

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La cucina LAGO di Mimma e Donato

La cucina LAGO di Mimma e Donato

Lei architetto lui sommelier, il risultato non poteva che essere un mix di forme accattivanti e gusti ricercati. La cucina 36e8 LAGO si presenta subito come la protagonista della grande zona giorno con la prevalenza del nero lucido, che dona un gusto corposo ed intenso alla composizione, gli elementi a giorno colorati conferiscono un retrogusto che sa di ribes, limone e menta… la cucina si accompagna egregiamente con una zona pranzo ed una zona tv dai toni caldi che seguono perfettamente il linguaggio formale della cucina.

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Si consiglia una degustazione a temperatura ambiente….

Cucina 36e8– Daniele Lago, 2009

Vincitrice del Good Design Award 2009
16 brevetti depositati

La cucina 36e8 è un progetto che alleggerisce la percezione d’ingombro delle cucine tradizionali. Una leggerezza che nasce dallo stesso approccio progettuale del sistema per living 36e8, basata sul quadrato 36,8cm x 36,8cm.

Si tratta di un cambiamento rivoluzionario, in rottura con le configurazioni standard dell’ambiente cucina che si esprimono a multipli di 15 o 30cm.

La cucina 36e8 è una cucina modulare unica nel suo genere: i contenitori, posizionabili orizzontalmente e verticalmente, possono essere composti in modo infinito su un’ipotetica griglia (36,8cm x 36,8cm e 18,4cm x 18,4cm).

Grazie al modulo 36e8, il contenimento domestico non è più dettato dagli elettrodomestici da incasso (45-60-90cm). Il che si traduce in una grande libertà di composizione. Ciascuno può esprimere liberamente la propria creatività personale, scegliendo contenitori, profondità, finiture e colori.

Con il modulo quadrato, assolutamente atipico nell’ambiente cucina, è possibile sganciarsi dai rigidi schemi compositivi e creare volumi e forme sorprendenti. Nasce un linguaggio estetico nuovo, che permette di attrezzare la parete della cucina con geometrie inconsuete come alberi, nuvole, aragoste, figure astratte.

Quest’innovazione lascia spazio alla creatività personale. Sei tu che crei la tua cucina, scegliendo contenitori, profondità, finiture, colori. Sei tu il designer.

Il sistema cucine 36e8 è concepito su tre macro aree: pensili, basi con vari tipi di top e dispense, nelle quali si può integrare la colonna frigo e gli elettrodomestici Smeg e Miele.

Due le dispense disponibili per la cucina 36e8: le colonne 36e8 e le dispense N.O.W.. Entrambe sono progettate per integrare gli elettrodomestici.

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